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Sve è perdere le ore davanti al computer spulciando tra i tantissimi progetti del database in cerca di quello che più si avvicina alle proprie aspettative.
È spedire centinaia di curriculum ed ogni giorno guardare la mail sperando che qualcuno finalmente abbia risposto.
È attendere – ancora! – l’esito delle selezioni dell’Agenzia Nazionale; avere la sensazione che un anno di vita sul quale si è fantasticato per settimane (o mesi, dipende dalla fortuna!) sia appeso ad un filo.
È saltare sul letto di sollievo una volta letto l’approvato condizionato e sdoganare ogni sogno ad occhi aperti, acquistare la guida, annusare con circospezione la lingua, leggere l’ultimo libro di uno scrittore “locale” (che poi magari si rivela sconosciuto ai più), recuperare ogni possibile traccia musicale, più o meno folcloristica. Ritrovarsi la testa piena di dubbi assurdi: ci sarà la moka? le coperte me le porto io? chissà se c’è la piscina…
Alla fine – e molto prima di quanto non si immaginasse – ci si ritrova in viaggio, emozionati e un po’preoccupati di vivere nel concreto il periodo di cui tanto si è sognato.
E poi… Poi lo Sve “sul serio”, o meglio gli Sve, uno per volontario europeo, ciascuno ogni giorno diverso: incredibilmente carico, stressante, entusiasmante e difficile, malinconico, concreto, in attesa, sorprendente…
Sve è la sfida e lo stordimento di trovarsi catapultati da soli in un paese di cui non si sa quasi nulla, è lottare con e ridere della lingua, scoprire che un mio gesto d’augurio diventa qui una terribile offesa.
È incontrare gente dagli angoli più sconosciuti del mondo e sentirsi fortemente legati ai propri stranissimi compagni di viaggio; avere nostalgia di una pizza veraaaaaa….e diventare fish&chips-dipendenti; perdersi nelle stramaledette strade tutte uguali di questa città in cerca di un internet point, è nostalgia di casa/amici/famiglia/morosi/cani o iguane domestiche; è SVEgliarsi la mattina e sentire la vita fisicamente, improvvisamente avere la consapevolezza che questi attimi che si stanno vivendo sono veri, sono un privilegio, sono il mio futuro e sono io che mi arricchisco anche ora di esperienze ed entusiasmo.
Sve è il buco nero ed il roseo cammino del ritorno, è i pianti nel salutare gli amici – e per rivederli tutti bisognerebbe prendersi un anno per fare il giro del mondo!- le ultime cene, la nuova lingua più o meno acquisita, le paure affrontate e superate, le difficoltà che ci hanno frenato, le nuove cose imparate, i lati sconosciuti del carattere sorprendentemente emersi…
È un'incredibile ricchezza, comunque vada ed in ogni senso.
Che aspettate?


Io l'ho fatto! Testimonianze & C.