È sera di venerdì 6 settembre 2019, la cena con i referenti del tavolo Trento generazioni consapevoli si è appena conclusa ed ora, dopo chiacchiere e risate varie, è il momento di fare una riflessione sull'esperienza settimanale che va concludendosi.

 


È il momento nel quale la tutor dei ragazzi/e, Paola, assieme alla regista teatrale, Federica, chiedono ai ragazzi e ragazze di scrivere su un foglio le loro impressioni, sia quelle più positive, ma anche quelle negative legate ad episodi o impostazioni del programma che potrebbero essere migliorate per le edizioni successive.
A conclusione del momento riflessivo, i ragazzi e le ragazze iniziano a dare sfogo alle loro emozioni condividendo con i presenti ciò che il workcamp “Oltre(passare) le mura:siamo pari” ha suscitato in loro. Tra i ringraziamenti vari agli organizzatori del progetto, qualche ragazzo e ragazza esprimono di essere estremamente soddisfatti del percorso; dagli argomenti interessanti e che purtroppo a scuola non vengono spesso trattati, vuoi per la delicatezza, vuoi per mancanza di tempo e quella foga di attenersi ad un programma scolastico classico e stabilito a priori, o vuoi per carenza di personale sufficientemente preparato, passando infine a riflessioni e considerazioni sulla profondità e specificità che è stata posta da ogni formatore durante i propri interventi di argomentazione delle tematiche a programma.
Ma le riflessioni dei ragazzi e delle ragazze non si fermano qui, c'è chi esprime di esser stato toccato profondamente nel proprio animo affrontando certe tematiche, chi adesso, avendo raggiunto un'adeguata consapevolezza e conoscenza, non guarderà più al fenomeno con superficialità ma si soffermerà più attentamente, chi invece vorrebbe che nel percorso scolastico quotidiano ci siano più occasioni per parlare di parità tra uomo e donna affinché questa settimana “di alternanza scuola-lavoro” non sia un'utopica pietra miliare nelle coscienze di tutti noi, ma un qualcosa alla portata di tutti, per informare e prendere consapevolezza. Insomma, un sacco di spunti che lasciano felici e quasi fanno commuovere gli organizzatori della formazione.

 

 

È da queste riflessioni finali dei ragazzi e ragazze partecipanti al workcamp “Oltrepassare le mura: siamo pari” - progetto realizzato dal Tavolo Trento Generazioni Consapevoli e coordinato dall'Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Trento – che vogliamo partire per raccontarvi l'esperienza.

 

 

Scopo del workcamp, in programma dal 2 al 7 settembre, era quello di rendere consapevoli i/le giovani partecipanti attraverso momenti di riflessioni e presa di coscienza del tema delle parità, intese come parità di genere, diritti ad essere ciò che si vuole, di autodeterminazione, di famiglia, libertà..

 

- PRIMA GIORNATA

La prima giornata, la più intensa dal punto di vista degli interventi formativi,svoltasi presso il Centro per la Cooperazione Internazionale, dopo un momento conoscitivo iniziale favorito da alcuni giochi-attività, ha visto i/le partecipanti iniziare ad affrontare il tema del genere attraverso un'attività pensata dalla formatrice Alessia che consisteva nel pescare per ciascuno dei due sacchetti differenti, un bigliettino; un sacco conteneva la dicotomia uomo o donna, mentre l'altro conteneva alcuni hobby, caratteristiche personali, professioni lavorative... Ai ragazzi/e è stato poi chiesto di associare i bigliettini e di dire la prima cosa che venisse in mente; ad esempio un'associazione dei bigliettini è stata “uomo e parti del corpo”, a cui un ragazzo riferisce “pelo”.

 

       

 

 


Il momento è stato utile perché ha permesso di dare un primo taglio alla formazione che ha visto coinvolti i/le partecipanti, ovvero trattare degli stereotipi di genere e delle etichette che la società, attraverso costrutti socio-culturali, associa al genere maschile e femminile.
Successivamente, invece, ci si è concentrati a parlare delle disparità esistenti tra uomo e donna e sulla mancanza di certi diritti che possano tutelare tutte le persone; l'esempio che più ha suscitato riflessioni tra i/le partecipanti è stato quello sulla maternità, ovvero di come per le donne che decidono di avere figli, questo evento, dal punto lavorativo, non sia visto come un lieto evento ma bensì come un ostacolo alla carriera e al lavoro, in quanto molto spesso, al rientro dalla maternità, si vedono declassate oppure addirittura licenziate.
La parte più clou della prima giornata è stata senza dubbio il momento dell'analisi del genere nelle rappresentazioni mediate, attività affrontata analizzando 3 spot pubblicitari differenti: pubblicità del Salame “Cacciatore”, pubblicità dell'assorbente “Intervallo Lines” e infine la pubblicità di una cucina Ikea. Di seguito i link alle pubblicità:


- salame cacciatore: https://www.youtube.com/watch?v=sQonmDkDk0E
- pubblicità lines: https://www.youtube.com/watch?v=Ax2D04_DBes
- pubblicità cucina ikea: https://www.youtube.com/watch?v=Tz9dKmp39r4.



L'analisi e la visione degli spot pubblicitari si è svolta secondo questi aspetti:
- ambiente
- abbigliamento
- uso del corpo
- linguaggio


Il filo conduttore per tutte e tre le pubblicità si è analizzato essere quello di una eccessiva: sessualizzazione dei personaggi, utilizzo dei costrutti socio-culturali per la relazione di coppia, la rappresentazione della donna dedita alla casa e quella dell'uomo come figura “idiota”; rappresentazioni rese possibili dal concetto dell'oggettificazione di genere, che consiste nel fare diventare il soggetto (uomo/donna) oggetto per dare un'idea di un qualcosa di propria proprietà.
Dopo una ricca pausa pranzo passata nello splendido chiostro del Centro per la Cooperazione Internazionale, è il momento dell'intervento a cura della formatrice Elena della Fondazione Museo Storico del Trentino, incentrata sulla storia delle donne del passato e su alcuni processi storici che hanno portato all'evoluzione della donna all'interno della nostra società moderna.
La prima analisi ha riguardato gli articoli del quotidiano L'Adige nel decennio '55 - '65 in cui numerosi erano i riferimenti ad una concezione di donna nelle funzione di curatrice della casa, madre e moglie; intervento affrontato con la visione di diverse rubriche su come essere una buona casalinga. Nella seconda ricerca, Elena, ha parlato delle lettere inviate alla giovane cantante Gigliola Cinquetti dai/alle suoi/e fans nel periodo successivo la sua vittoria al Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Il suo viso casto, la sua giovane età e gli abiti lunghi sono stati utilizzati da alcune testate giornalistiche e mediatiche per richiamare il ruolo della donna moglie e madre in netta contrapposizione con i movimenti femministi che rivendicavano diritti e riconoscimenti e che si stavano scatenando in concomitanza.

 

 

 

La terza analisi ha infine riguardato la storia del fotoromanzo, nato in quegli anni, in cui la figura femminile protagonista era rappresentata come una persona schiva, timida e posata, corteggiata da un uomo e che doveva "combattere" contro un'altra donna (decisa, sicura ed indipendente) sfidante in amore. Anche in questo caso però le lettrici della rivista scrivevano al giornale chiedendo consigli su come essere nella vita reale spigliate, intraprendenti ed autonome; rivoluzionando quel concetto di "donna tradizionale" che si voleva ancora tramandare.

 


- SECONDA GIORNATA

La seconda giornata di formazione, che si è svolta la mattina presso Sala Natività dell'Ufficio Politiche Giovanili e al pomeriggio presso il Centro Civico di Povo, si è basata sull'affrontare il tema delle Madri Costituenti e le Madri d'Europa.
Il primo intervento della mattina è quello di Gabriella Serpico dell'ANPI (Associazione Italiana Partigiani Italiani) che tratta di Madri Costituenti Italiane; coloro che attraverso i loro ideali e credi hanno combattuto e resistito affinché si affermassero diritti e cambiamenti per la nostra società odierna portando così la nostra nazione ad avere una carta Costituzionale che norma e regola la vita collettiva di tutti noi.
Ci si concentra assieme ai ragazzi e le ragazze ad affrontare le biografie delle 21 Madri Costituenti, soffermandosi nello specifico su due figure, Teresa Mattei e Teresa Noce.

 

 

Si analizza la figura di Teresa Mattei, e si vede che iniziò la sua vita di attivismo politico combattendo le leggi razziali promulgate dal regime fascista il 18 settembre del 1938 contro gli ebrei, giudicati come razza umana scomoda e portatrice del male. Si specifica, inoltre, che la sua battaglia principale fu quella in difesa dei diritti delle donne e che fu eletta per l'Assemblea Costituente nelle file del Pci.

Teresa Noce:
Si analizza la sua biografia e ci si concentra nel vedere che proveniva da una famiglia molto povera, che rimase orfana molto giovane, e che fu internata in due campi di concentramento e ci sopravvisse. Nella sua vita politica portò avanti una legge che per la prima volta tutelò le madri lavoratrici. Teresa Noce partecipa anche alla guerra di Spagna con il fronte antifascista, negli anni '30 che si concluderà con la sconfitta del fronte antifascista e diede avvio alla dittatura franchista fino al '75. Ci si concentra anche ad analizzare la su vita sentimentale, e si vede che sposò Luigi Longo esponente a quell'epoca del Partito Comunista Italiano, conosciuto durante il suo periodo di militanza nelle file del partito. Tuttavia, il matrimonio fu annullato da Longo falsificando la firma della Noce; la Noce affermò in successiva fase che questo fatto fu più umiliante del carcere e dei campi di concentramento.

 

 

La seconda parte della mattina è stata invece curata dalla Fondazione Trentina Alcide de Gasperi rappresentata da Pietro stella e il presidente Marco Odorizzi.
Il loro intervento si è focalizzato ad analizzare il ruolo delle Madri Fondatrici d'Europa.

La trattazione inizia ponendo ai ragazzi e le ragazze le seguenti domande: “Chi sono le madri fondatrici?, ”Prima di madri fondatrici si è parlato di padri fondatori?”

Dopo alcune risposte pervenute dal gruppo, Marco si è concentrato sul dare la visione di chi fossero i Padri d'Europa per iniziare a capire anche il ruolo che hanno avuto assieme a loro le Madri Fondatrici.

A riguardo dei Padri Fondatori, la visione comune dice che se ne possono citare almeno 4: – Alcide de gasperi, – Konrad Adenauer, – Robert Schuman, – Jean Monnet.; e sono coloro che ricoprivano un ruolo politico di spessore oppure figure intellettuali che dopo la seconda guerra mondiale hanno dato vita a patti e accordi che in una successiva fase hanno avviato alla comunità europea così come oggi la conosciamo.

 

Ora, “Chi sono le madri? Che ruolo hanno avuto? A che cosa servivano? A cosa servono queste provocazioni?”

Il ragionamento è un po' più sottile di ciò che si può dire per i Padri Fondatori, poiché ai tavoli europei dove si è formata l'Europa le donne non c'erano; quindi se la concezione comune crede che le Madri abbiano partecipato ai tavoli dei bottoni è una falsità e non è vero.
Cercare così di trovare donne al pari dei padri fondatori è errato, ma in realtà ciò che si vuole, con questo tentativo, è invece muovere una critica più sottile, poiché le Madri diedero un aiuto significativo ed essenziale per l'affermarsi di un'idea di Europa Unita. La critica che si intende muovere è concettualizzata a porre all'attenzione il ruolo che le donne ebbero all'interno del movimento che scrisse il Manifesto di Ventotene, quel movimento di intellettuali che riunito sull'Isola discusse e diede vita all'idea dell'Europa come la conosciamo.

 

 

E il ruolo di queste Madri Fondatrici, quale fu?
Poiché gli intellettuali riunitisi a Ventotene furono per lo più personaggi esiliati oppure imprigionati sull' isola per via dei loro ideali visionari, non vi era possibilità di far transitare le idee del Movimento di Ventotene all'esterno e così via verso tutta l'Europa, le madri costituenti furono allora mogli, compagne di vita, o famigliari di questi grandi intellettuali che, collaborando a stretto contatto con gli uomini dai bottoni, fungevano da intermediarie e divulgatrici delle idee che stavano affiorando. Erano coloro che facendo avanti e indietro dall'isola di Ventotene, andavano lungo tutta l'Europa a divulgare il pensiero e le visioni dell'Europa.
Se ciò che emerse da Ventonete si è concretizzato, è per via del loro prezioso contributo, forse il più importante.

 

 

Qui di seguito si riportano alcuni nomi delle Madri Fondatrici d'Europa trattate nell'arco della mattinata:

- Ada Rossi: L'idea di Ada come Madre Fondatrice, nasce quando il marito viene trasferito nel 1939 nel carcere di Ventotene vicino a Ponza. Un posto perfetto per mettere le persone scomode al regime in carcere poiché situato su un'isola e isolato dal resto del paese; i principali intellettuali antifascisti vengono portati qui e trasformeranno i loro ideali in un movimento condiviso.
Il ruolo di Ada, che nel frattempo va sull'isola, sarà quello di fare da tramite tra gli intellettuali “isolani” e quelli sulla terra ferma, infatti trasferisce sulla terra ferma le idee pensate, una sorta di fenicottero degli ideali dell'Europa. Il suo compito consisterà nella trascrittura a mano del manifesto. Ada inizierà così e farlo circolare, ma con attenzione poiché in epoca di regime le idee diverse dal credo comune erano declassate.

- Ursula Hirschmann: Fu moglie di Eugenio De Orni anche lui artefice di Ventotene.
Hirschmann si trasferisce dopo il matrimonio con Eugenio de Orni a Ventonete e avrà un buon ruolo nella scrittura del manifesto di Ventotene, sarà una dei fenicotteri di Ventotene, farà staffetta al di fuori dell'isola dove presenterà il manifesto; questo ruolo le viene attribuito poiché possedeva una capacità organizzativa incredibile.

- Maria De Uterrichter:
Nasce in un contesto molto diverso dal panorama nazionale poiché il trentino era parte dell'impero austroungarico che era l'antagonista della visione dell'Italia unita.
Nell'impero austroungarico, composto da più popoli e nazioni, convivevano 11 lingue diverse.
Maria, essendo figlia di questi ampissimi confini vede tutti i limiti di uno stato sovrano, per lei è normale dover usare lingue diverse che non siano la sua. La sua idea è che alla pace si educa, sarà una delle sue idee fisse di carattere pedagogico.
Credeva che la gente volesse l'Europa come identità umana più che di identità economica unita, credeva che quindi bisognasse educare ai valori di una Europa di ampie vedute.

- Sophie Scholl:
Era un membro della rosa bianca, un gruppo d'opposizione al modello del nazionalsocialismo.
Sophie Scholl si forma nell'identità della gioventù hitleriana.
Cosa c'entra Sophie Scholl con l'Europa?
Il discorso può considerarsi un po' il filo rosso che lega le storie di queste Madri Fondatrici. Il filo che le unisce è l'aver visto che i modelli identificativi delle nazioni come bolle erano modelli che non bastavano e andavano superati.
In una lettera mette su carta questa visione, ossia che per lei “ la visione del mito della vittoria di stato sopra un altro stato non è il suo mito, il suo mito (modello a cui tendere) è la fratellanza tra popoli.” Per questa visione collabora con gli intellettuali di Ventotene.

 

Le Madri d'Europa sono quindi da considerarsi come le portatrici di “quel soffio vitale per l'umanità” così come amava definire il movimento ventoteniano Alcide de Gasperi, quel vento necessario per dare vita a delle visioni di una 'Europa vista come fratellanza tra i popoli.

 

La mattina si conclude con la richiesta ai ragazzi/e di scrivere un articolo riassuntivo della mattinata per la rivista online Under30 della Fondazione Alcide de Gasperi; una rivista che ha come caratteristica quella di brevi articoli di 3000 caratteri e massimo 30 righe.

 

Al pomeriggio, dopo un gustoso pranzo consumato presso la sede della Cooperativa Sociale Kaleidoscopio, i ragazzi e le ragazze iniziano l'attività di creazione della performance teatrale assieme alla regista e coreografa Federica Chiusole; un'attività di rilassamento e concentrazione nella rielaborazione delle emozioni vissute nelle prime due giornate, utile a dar vita allo spettacolo conclusivo.

 

 

- TERZA GIORNATA

La terza giornata di formazione invece, si svolge presso la sala polivalente del Centro Civico di Povo.
Il tema della giornata è stato quello delle difensore dei diritti mani.
Il primo intervento della giornata è quello di Gaia dell'Associazione Yaku che tratta la tematica delle difensore dei diritti umani presentando ai ragazzi/e un'attività volta a ricostruire alcune storie di celebri figure femminili nella lotta all'affermazione dei diritti umani.
L'attività consisteva nel completare le parti mancanti di alcune biografie di queste donne poiché nei testi consegnati ai vari gruppetti dei ragazzi/e erano presenti alcune indicazioni mentre altre erano omesse. L'attività consisteva allora nel ricostruire le storie in base alle indicazioni fornite e, qualora non si avessero alcune indicazioni, inventare altri dettagli al fine di ricostruire il loro profilo biografico e il loro attivismo in difesa dei diritti.
Ricostruite le storie, i ragazzi e ragazze espongono in planaria le ricostruzioni fatte; successivamente invece sono state fatte vedere ai partecipanti al workcamp le vere biografie. Significativo è stato vedere come le storie di queste donne erano dettate da episodi o fatti comuni, ovvero la lotta verso l'affermazione dei diritti privati dagli Stati, dalle grandi multinazionali o criminalità organizzate. Alcune donne difensore dei diritti umani, presentate attraverso questa attività, sono donne accolte dall'associazione Yaku nel programma di protezione internazionale che la città di Trento ha avviato da diversi anni.

 

      

Nella seconda parte della mattinata ci si è concentrati, grazie all'intervento di Natalina Mosna del Comitato Unicef Trento, ad analizzare alcuni dati forniti da Unicef e dall'Onu circa le disparità esistenti tra bambini e bambine sull'accesso all'istruzione, possibilità di ricoprire ruoli istituzionali, di emigrazione per cercare fortuna e molto altro. L'intervento si conclude con la visione di alcuni spot pubblicitari realizzati dall'UNICEF in ricorrenza di giornate mondiali delle donne, delle convenzioni dei diritti dell'adolescenza e infanzia..

 

 

 

Dopo un gustoso pranzo presso la sede della Cooperativa Sociale Kaleidoscopio, al pomeriggio i ragazzi e le ragazze si dedicano assieme a Federica Chiusole a continuare il percorso di creazione della performance artistica di restituzione.

 

 

- QUARTA E QUINTA GIORNATA

La quarta e quinta giornata, sono state invece quelle più intense dal punto di vista della creazione della performance artistica, per l'alto contenuto emotivo della performance e si sono svolte presso la sala polivalente del centro civico di Povo.
In queste giornate, per la creazione della performance, è stato chiesto ai ragazzi di rielaborare le emozioni vissute durante le prime tre giornate del workcamp, e di fare emergere ciò che gli interventi hanno suscitato in loro; in questo contesto è stato significativo come sia i ragazzi che le ragazze, rielaborando le loro emozioni si siano più volte commossi.

 

     

 

 

 

 

 

 

La settimana del workcamp di Oltre(passare) le mura: siamo pari, sta volgendo al termine, è il momento di prendere i propri bagagli e dirigersi vero Forte Roncogno, situato al passo del Cimirlo, dove si concluderà con una cena e la permanenza al Forte per la nottata.
Arrivati al forte i ragazzi e le ragazze procedono nell'ultimare le registrazioni dei loro interventi per il video promozionale della settimana, che riportiamo qui di seguito.

 

 

È venerdì sera ed è il momento della cena assieme a tutte le realtà componenti del Tavolo Trento Generazioni Consapevoli, salite al Forte per condividere con i/le partecipanti la cena e passare un momento di socializzazione assieme.

Il nostro racconto del workcamp di “Oltre(passare) le mura: siamo pari termina qui”, con l'augurio che il progetto promosso dal Tavolo Trento Generazioni Consapevoli abbia lasciato una pietra miliare in tutte le ragazze e ragazzi partecipanti verso una consapevolezza di ciò che si deve fare affinché si possa dire finalmente: SIAMO PARI.

 

 

 

Ciao ragazzi e ragazze, ci vediamo durate i momenti di restituzione della splendida performance che avete creato.

 

 

A cura di Simone Sconosciuto (giovane in servizio civile) e Monica Pedrotti (tirocinante di educatrice professionale)

 

 

 

Partner

Tavolo Trento Generazioni Consapevoli | Cooperativa Sociale kaleidoscopio | centro per la Cooperazione Internazionale

Progetti

TRENTO GENERAZIONI CONSAPEVOLI

Info
 
TRENTO GIOVANI
Servizio Cultura, Turismo e Politiche giovanili - Comune di Trento
Via Rodolfo Belenzani, 13 - 38122 Trento
0461 884240
www.trentogiovani.it
Codice fiscale e partita IVA 00355870221
 

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