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Lectio Magistralis Dipartimento di Lettere e Filosofia, Università di Trento 

 

Inaugurazione del Gabinetto di Fonetica - Università degli studi di Trento, 15 maggio 2019

Che cos’è una parola e da quanti punti di vista diversi la si può analizzare? È possibile classificare i suoni prodotti dai parlanti di distinte lingue attraverso un alfabeto internazionale? Cosa distingue una lingua da un dialetto? Oppure, cosa determina la comprensione di una frase ascoltata?

La linguistica cerca di dare una risposta a queste domande ed a molte altre ancora. Si tratta di una disciplina particolarmente articolata, che si suddivide in diversi rami specializzati. La fonetica, ad esempio, potrebbe rispondere alla seconda domanda da me posta in apertura attraverso l’I.P.A. (Alfabeto Fonetico Internazionale), una trascrizione convenzionale dei suoni che ogni lingua produce in situazioni di oralità che comprende anche quelli dialettali, come la gorgia toscana, di cui la caratteristica più famosa è la pronuncia della “c” di cane ([k] in IPA) in modo molto più simile ad una “h”.

Per l’inaugurazione del Gabinetto di Fonetica (LaLL) del Centro di Alti Studi Umanistici (CeASUm) è stato invitato Federico Albano Leoni, professore ordinario di Glottologia e fondatore del Centro interdipartimentale di ricerca per l’analisi e la sintesi dei segnali (CIRASS) dell’Università Federico II di Napoli. Continua a leggere...

 

Presentazione della libreria digitale delle riviste di poesia degli anni 70-90 realizzata dal progetto CIRCE in collaborazione con Digital University - Università degli studi di Trento, 16/17 maggio 2019

Il 16 ed il 17 maggio il Progetto C.I.R.C.E. – centro di studio, documentazione e conservazione digitale delle riviste letterarie dalla fine dell’Ottocento a oggi – ha organizzato due giornate di convegni dedicate ai periodici italiani di poesia fondati tra gli anni Settanta e gli anni Novanta. 

Si tratta di un ambito di studi ancora poco approfondito e, per questo, a volte caratterizzato da opinioni e analisi molto distanti, quasi contrastanti. Come non bastasse, alcune di queste riviste hanno avuto vita breve – si parla di qualche anno, massimo una ventina – una diffusione irregolare e una conservazione scarsa, molto spesso frammentaria. Eppure questo era al contempo l’unico mezzo, per i poeti del tempo, per diffondere le proprie poesie e le proprie idee di poetica; eppure proprio in quelle riviste risiede la tradizione poetica italiana di quegli anni. Per questa ragione sono dell’opinione che avere la possibilità di ascoltare l’esperienza dei diretti interessati – poeti e fondatori stessi – prima che diventi interpretazione dei posteri sia rilevante e, banalmente, eccezionale in ambito letterario. A maggior ragione rilevante se si pensa agli anni presi in considerazione, che sono stati anni di conflitti, anche contrasti tra i poeti stessi, di cambiamenti radicali a livello sociale e politico e, pure, anni eredi di poeti e scrittori del calibro di Pier Paolo Pasolini. Continua a leggere...

 

“Dos estilos de poética”, incontro con José María Pozuelo Yvancos del Seminario Permanente di Poesia (SEMPER) Università degli studi di Trento, 28 maggio 2019

Il 28 maggio si è tenuto presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia uno degli incontri che costituiscono il SEMPER, seminario attivo dal 2013 e che quest’anno si è proposto come focus e filo conduttore il concetto di lirico osservato nella sua evoluzione storica, principalmente a partire dal Romanticismo.

José María Pozuelo Yvancos – critico letterario e professore di letteratura comparata all’Università della Murcia, che in autunno terrà un corso sul romanzo spagnolo del Ventunesimo secolo all’Università di Trento – ha aperto la conferenza con una captatio benevolentiae agli italofoni, elogiando la lingua italiana che è comunque in grado di comprendere e scusandosi quindi verso i pochi non ispanofoni, ma al contempo aprendo il dialogo anche a questi ultimi e accettando domande in entrambe le lingue.

Il primo poeta di cui Yvancos propone un’analisi è Vicente Aleixandre, appartenente alla generazione del ’27 e vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1977, attraverso una lettura del testo “El poeta” della raccolta “Sombra del Paraíso” (“Ombra del paradiso”) del 1944.

Si tratta di un testo molto complesso, quasi criptico in alcuni passaggi, di cui Yvancos ha proposto una lettura attraverso quelle che lo Strutturalismo chiamò isotopie, ovvero linee di convergenza di contenuto. Continua a leggere... 

 

Articoli scritti per Trentogiovani da Valeria Balestra, concorrente del Contest Giornalismo Partecipativo 2019 organizzato da Tempora Onlus.