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I LUOGHI ABBANDONATI: Cosa succede quando a nessuno importa

Cenni dalla conferenza: “I luoghi abbandonati: comportamenti di voto, regioni in ritardo di sviluppo e risposte politiche”

Con Andrés Rodríguez-Pose, modera Alexander Lembke

 

Festival dell'Economia, Trento

31/05 h. 14:30, Castello del Buonconsiglio, Sala Marangonerie

 

Bisogna davvero andare tutti a Londra? Per trovare della opportunità lavorative, di studio, di carriera, una delle risposte di tanti giovani sembra quella di trasferirsi nella metropoli, la grande città dinamica ed avanzata che, anche grazie a un ingente sistema di investimenti pubblici, sembra avere un posto per tutti.

Il professore di geografia economica Andrés Rodríguez-Pose, nella sua recente conferenza al Festival dell'Economia di Trento, però, mette in guardia: le politiche di sviluppo concentrate nei luoghi con più opportunità acuiscono la disuguaglianza territoriale, e la disuguaglianza genera malcontento. Il relatore di “Luoghi abbandonati: comportamenti di voto, regioni in ritardo di sviluppo e risposte politiche” parla di come i territori più trascurati da politiche a sostegno della crescita si stiano spostando sempre di più verso un voto di protesta, e ne rifiuta la spiegazione prettamente personale. Secondo Rodríguez-Pose, per esempio, i cittadini britannici che hanno votato per Brexit non lo hanno fatto solo perché anziani, o poveri, o dotati di una scarsa scolarizzazione, o in difficoltà nel trovare lavoro, come molti giovani scolarizzati hanno sentito dire. Allo stesso tempo, il relatore spagnolo prende le distanze anche dalla narrazione geografica di tale fenomeno, che vuole il voto antisistema espresso in maniera più netta tanto più è grande la distanza dai centri del potere, oppure per esprimere dissenso contro la presenza di migranti. Infatti Londra, il luogo con la più alta concentrazione di migranti in UK, ha votato contro l'uscita dall'Unione Europea. Secondo la sua analisi, il voto populista, che si configura come un voto principalmente di destra ma non solo, è una ribellione contro l'integrazione europea, la mancanza di servizi e opportunità, strettamente correlata con la rivolta contro un'élite responsabile di aver lasciato questi territori a un declino economico da molti anni.

Andrés Rodríguez-Pose parla di “vendetta” dei territori in declino con il voto contro il sistema che li ha abbandonati. Per migliorare la situazione ed evitare il propagarsi dell'ondata populista in Europa, il relatore spagnolo suggerisce un piano di politiche territoriali di non di tipo assistenzialistico, ma che sappiano valorizzare le differenze e sfruttare il potenziale sprecato dei luoghi. L'importante, conclude, è riconoscere le potenzialità di ogni territorio, perché il dinamismo che permette la crescita economica esiste dove esiste il talento. Altrimenti, tanti giovani capaci sceglieranno di realizzarsi altrove, dando vita alla tanto temuta fuga di risorse che deprime ancora di più territori già in difficoltà.

Abbiamo chiesto ai ragazzi (e a qualche adulto) che hanno assistito alla conferenza se avessero qualche suggerimento per risolvere questa situazione.
Se vuoi sapere cosa ne pensano, clicca qui!

Vai Oltre! Nel secondo articolo [qui sotto] trovi delle proposte alternative per contrastare l'abbandono dei luoghi ideate da giovani e meno giovani italiani.


I LUOGHI ABBANDONATI: Cosa succede quando a qualcuno invece importa

Cenni dalla conferenza: “Occupa e rigenera. Ogni spazio maltrattato funziona meglio come spazio occupato”

con LUMe, BPM, Ri-Maflow, modera CS Bruno

 

Oltreconomia Festival, Trento

1/06/2019 h. 18.00, Parco Santa Chiara

 

Andrés Rodríguez-Pose ci ha fatto capire l'importanza dei luoghi abbandonati per la politica [articolo qui sopra], e ha lamentato la mancanza di interventi territoriali specifici tesi a coglierne le opportunità trascurate. Il suo pubblico auspica una maggiore attenzione a queste realtà e propugna un movimento dal basso, espresso dai territori, che risponda alle esigenze dei territori. Ma cosa succede quando tutto questo si realizza? Durante la conferenza “Occupa e rigenera: ogni spazio maltrattato funziona meglio come spazio occupato” tenutasi all'interno dell'Oltreconomia Festival di Trento, cinque differenti realtà di recupero di luoghi abbandonati hanno raccontato la loro storia e si sono confrontate tra loro e con il pubblico.

Tra le realtà che hanno avuto modo di esporsi ci sono i ragazzi del Laboratorio Universitario Metropolitano (Lume) con sede a Milano. Uno degli attivisti, Vito, racconta che Lume è uno spazio in cui gli studenti provenienti dall'università Statale di Milano e del Conservatorio possono creare ed esporre le proprie opere, trovare espressione e comunità fuori dalle dinamiche della metropoli. Margherita dei Blocchi Precari Metropolitani, invece, ricorda che l'esperienza di occupazione di un ex salumificio abbandonato nasce dall'emergenza abitativa che a Roma colpisce più di 57 mila nuclei familiari. Dal fortuito incontro con un gruppo di videomaker e Urbantrekker è poi nata una web serie e il Museo dell'Altro e dell'Altrove Metropolitano (MAAM) che, visitato quotidianamente da molte persone, è diventato il perno della comunità di Metropoliz.  L'autogestione della fabbrica Ri-Maflow è invece cominciata quando la fabbrica Maflow, in perdita, è dapprima passata ad un imprenditore polacco che ha licenziato gran parte degli operai, e poi è stata depredata e abbandonata. Gli ex-operai hanno allora deciso di riaprire la fabbrica, riconvertirla e autogestirla, e negli anni hanno sviluppato un mercato a Km0, una falegnameria, una “riciclofficina” e tutta una serie di attività sociali e culturali volte a creare una “cittadella dell'altra economia”.

Tutte queste realtà sono nate da esigenze importanti, da bisogni materiali come la casa e il lavoro al bisogno di comunità, autogestione e democrazia. Tante delle persone coinvolte in queste realtà non sono mai state attiviste, ma si sono ritrovate ad esserlo, lavorando in prima persona per la riqualificazione degli spazi abbandonati che si sono presi a carico. Gli inquilini di Metropoliz, per esempio, hanno autonomamente bonificato lo stabile dall'amianto, mentre Ri-Maflow ha creato occupazione. I giovani e gli adulti protagonisti di queste storie si sono uniti per rispondere ai bisogni dei luoghi in cui si trovavano, e i luoghi che hanno costruito sono diventati dei pilastri importanti per le proprie comunità territoriali, che li visitano e li proteggono dai tentativi di porre fine a queste esperienze. Infatti, queste realtà si trovano spesso a rischio sgombero e rischiano processi per l'occupazione di stabili inutilizzati di proprietà altrui, ma sono riusciti a proseguire la loro esperienza grazie ai servizi fondamentali che svolgono per le loro comunità e i territori che li circondano, quando altri tipi di intervento sono mancati o non hanno incontrato gli interessi delle popolazioni locali.

 

Anche il pubblico di questo incontro si è mostrato abbastanza consapevole dell'esistenza dei luoghi abbandonati e della loro importanza. Clicca qui per sapere cosa ne pensano!

 

Articoli scritti per Trentogiovani da Eleonora Forti, concorrente del Contest Giornalismo Partecipativo 2019 organizzato da Tempora Onlus.